Marsala, incidente sul lavoro: imprenditore condannato per carenze sicurezza

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 “Il comportamento di F.S. costituiva una prassi lavorativa, demandata sic et simpliciter dal D’Amico al lavoratore, che più volte gli aveva rappresentato il problema, ricevendone come risposta che spettava a lui risolverlo, l’importante era che la produzione non andasse in blocco. Pertanto, nessuna stranezza ed imprevedibilità è ravvisabile nella condotta del lavoratore, mentre nessuna accortezza risulta essere stata posta in essere dall’imputato al fine di salvaguardare l’incolumità del lavoratore”.

E’ quanto ha affermato, in aula, l’avvocato di parte civile Arianna Rallo nella sua arringa nel processo che, per inosservanza delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, ha visto la condanna del 51enne imprenditore marsalese Antonio Massimiliano D’Amico, contitolare, legale rappresentante e amministratore unico di una importante azienda che produce gelati e dolci.

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