Contatti con Mosca ed Emirati per liberare i pescatori siciliani in Libia

Contatti con Mosca ed Emirati per liberare i pescatori siciliani in Libia 

Pressing della Farnesina su Bengasi, che continua a chiedere il rilascio di 4 connazionali in carcere a Catania

ROMA – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio preme sull’acceleratore per sbloccare il caso dei 18 marittimi siciliani sequestrati in Libia aumentando il pressing su Bengasi e convocando un vertice di governo ad hoc, mentre tra i familiari di Mazara del Vallo cresce l’paura per le notizie di stampa che vorrebbero i pescatori “ostaggio” del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica.

Di Maio oggi ha incontrato in videoconferenza le famiglie dell’equipaggio dei due pescherecci «Antartide» e «Medinea», sequestrati il 1 settembre 35 miglia a largo di Bengasi dalla marina fedele al generale Haftar. A loro  il ministro ha assicurato il massimo impegno del governo per una soluzione positiva della vicenda e annunciato la convocazione al più presto di un vertice straordinario dell’esecutivo. «L’azione deve essere corale», ha sottolineato il titolare della Farnesina ricordando la complessità del caso e dei tempi.

I marittimi, fermati mentre erano a caccia del prezioso gambero rosso, sarebbero «invitati» in una villa e le loro condizioni di salute sono buone. Soddisfazione e apprezzamento per l’azione del governo e la disponibilità di Di Maio è stata espressa dal sindaco di Mazara, Salvatore Quinci, che era collegato in videoconferenza assieme ai familiari dei pescatori.

Il pressing…